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07 luglio 2022

Settore della concia, tra crisi e soluzioni

Settore della concia, tra crisi e soluzioni

 

"Il settore della concia tra competenze, innovazione, sostenibilità, circolarità e politiche contrattuali" è il titolo dell'incontro promosso da Cgil, Cisl e Uil, al quale Confapi Vicenza e Pedemontana ha presenziato a Chiampo. Un'occasione per fare il punto della situazione di un settore tanto importante per il nostro territorio, quanto in stato di grave sofferenza.

 

La situazione congiunturale per il settore conciario è estremamente complicata, con il rischio che nel 2022 si possa abbattere una "tempesta perfetta" a causa della concomitanza di una serie di fattori: prezzi delle materie prime, rincari energetici, calo repentino della domanda di materiali in pelle. Questo mentre il settore non si era ancora ripreso dagli effetti negativi della pandemia, che aveva portato ad un deficit compreso tra il 16 e il 20%.

 

Il 2021 è stato un anno di recupero soltanto parziale, tra il 10 e il 15%, e ancora prima delle ultime difficoltà le aziende conciarie non erano tornate ai livelli pre pandemia. Da aprile, in particolare, i nodi sono venuti al pettine e i costi sono lievitati.

 

Secondo un sondaggio realizzato tra le aziende conciarie del distretto della Valle del Chiampo, il costo delle pelli grezze è aumentato del 10%, il costo dei prodotti chimici del 25%, l'energia del 40% e il gas del 50%. A questo vanno sommati gli aumenti che altri fattori di costo hanno subito: la lavorazione per conto terzi è aumentata del 13%, così come la depurazione, e la logistica e i trasporti lasciano il loro peso data la vocazione internazionale del settore.

 

Quasi la metà delle aziende non ha aumentato i costi, assorbendo internamente gli aumenti, con tutte le problematiche e i rischi che ne conseguono.

 

All'incontro ha preso parte anche Delio Dalola, Presidente nazionale di Unionchimica Confapi, che ha ribadito la totale disponibilità di Confapi, anche attraverso l'Associazione di Vicenza, a incontrare le aziende per fornire un supporto valido e competente. 

 

Parlando di lavoro, e in particolare sulla questione delle retribuzioni e del compenso minimo, Dalola ha ricordato che nei contratti nazionali stipulati da Confapi, e dal mondo dell'industria in generale, già sono previste soglie di retribuzione superiori a quelle citate come possibile tetto minimo per i lavoratori, che evidentemente accusano sofferenze soprattutto in altri comparti (come quello turistico). Resta comunque necessario riunirsi a un tavolo, tra categorie e sindacati, per uniformare sempre di più le retribuzioni anche tra diversi settori per non concentrare le disponibilità al lavoro soltanto in determinati comparti, ossia laddove è più vantaggioso.

 

Dalola ha fatto quindi appello all'attuazione di una politica industriale strategica per l'Italia che guardi al futuro, per il quale fino ad oggi non sono state investite a sufficienza le risorse del PNRR, destinate invece a compensare le difficoltà del nostro presente.

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