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23 dicembre 2021

Nuovo decreto Covid, le misure proposte dalla cabina di regia

Nuovo decreto Covid, le misure proposte dalla cabina di regia

 

 

Quasi certo l'obbligo di mascherine all'aperto e la riduzione della durata del Green pass. Alle 17 è previsto il Consiglio dei ministri

 

Milano, 23 dicembre 2021 - E' terminata, dopo circa due ore di confronto, la cabina di regia tra il premier Mario Draghi, i capi delegazione dei partiti, il coordinatore del Cts Franco Locatelli e il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio BRusaferro. Si va verso una riunione del Consiglio dei ministri alle 17 di questo pomeriggio. Il cdm che, tra le altre cose, dovrebbe dare anche il via libera definitivo all'assegno unico, varerà le nuove restrizioni. Nel pomeriggio, prima del cdm, dovrebbe inoltre tenersi la cabina di regia sul Pnrr. Con 36mila casi inelle ultime 24 ore, nuovo record della quarta ondata, e la variante Omicron che apre "una fase nuova" della pandemia, va presa "ogni precauzione possibile" per fermare la pandemia. Dunque, ci si prepara ad una stretta in vista del Natale e soprattutto del Capodanno. 

 

Sono diverse le possibili "ricette" che il Governo Draghi potrebbe adottare, ferma restando la convinzione - ribadita ieri in conferenza stampa dallo stesso premier -  che la migliore arma per contrastare il virus sia la vaccinazione. Il presidente del Consiglio ha garantito che a guidare le misure che il governo adotterà sarà la scienza, i numeri, i dati, "non la politica". Inoltre, ha sottolineato che le misure non toglieranno ulteriori spazi di libertà agli italiani, anzi: l'obiettivo è l'opposto. "Faremo tutto il necessario per difendere quel poco di normalità che abbiamo raggiunto" ha ripetuto più volte elencando gli spazi da preservare: nessun lockdown, neanche per i no vax, scuola sempre in presenza e una vita sociale "soddisfacente". Vediamo tutte le ipotesi. 

 

MASCHERINE

 

Secondo le prime indescrizioni dalla cabina di regia, sembra che le forze politiche abbiano deciso per l'obbligo di mascherina all'aperto anche in zona bianca. Inoltre, sarebbe previsto l'obbligo di FFP2 in cinema, teatri e per eventi sportivi, nonché sui mezzi di trasporto, anche in TPL. Proprio per questo, il governo sta valutando di introdurre prezzi calmierati per questo tipo di dispositivo di sicurezza.

 

DURATA GREEN PASS E ANTICIPO TERZA DOSE

 

Sempre da indiscrezioni della cabina di regia, sembra ci sia accordo anche su una nuova riduzione della durata del green pass: dall'1 febbraio varrà 6 mesi e non più 9. Una decisione strettamente collegata a quella che arriverà dall'Aifa nelle prossime ore: l'anticipo del booster da 5 a 4 mesi e l'estensione della terza dose anche ai 12-18enni. Il certificato, ha sottolineato Draghi "è diventato un pò enfaticamente uno strumento di libertà" e, invece, bisogna fare i conti con il calo della protezione dei vaccini dopo 6 mesi. 

 

RISTORANTI, BAR E FESTE ALL'APERTO

 

Fonti di governo fanno sapere che, fino al 31 gennaio, si prevede l'estensione dell'obbligo di green pass rafforzato (2G solo per vaccinati e guariti) alla ristorazione al chiuso anche al banco. Inoltre, si vieta il consumo di cibi e bevande, al chiuso, in cinema, teatri e per eventi sportivi.  Quanto alle feste all'aperto e disciplina per discoteche, sale da ballo e luoghi simili, la cabina di regia avrebbe stabilito che fino al 31 gennaio ci sara' il divieto di eventi e feste che implichino assembramenti all'aperto.

 

TAMPONE PER LE FESTE DI CAPODANNO

 

Per poter partecipare ad una festa in un locale o per andare a ballare in discoteca tra il 28 e il 31 dicembre bisognerà aver fatto la terza dose del vaccino oppure avere l'esito negativo di un tampone se si è ancora in attesa del booster. Sarebbe questo l'orientamento emerso dalla cabina di regia sulla questione dei tamponi per i vaccinati. E non è escluso, neanche da Draghi, che potrà farli gratuitamente come chiedono diverse forze politiche, per non penalizzare chi ha seguito le indicazioni del governo. Ma sul tavolo del Cdm potrebbe esserci un'altra opzione: l'esclusione dei tamponi antigenici per ottenere il green pass. Si tratta in ogni caso di unì tema molto problematico, perché andrebbe ad impattare su diversi ambiti e in primis sul mondo del lavoro.

 

NATALE IN FAMIGLIA

 

Dal Governo non dovrebbero arrivare le raccomandazioni sul numero di commensali a tavola per il pranzo di Natale o il cenone della vigilia. E, più in generale, per le altre occasioni di festa in cui, in famiglia o tra amici, si sta tutti insieme a tavola.
 

 

SUPER GREEN PASS NEI LUOGHI DI LAVORO

 

Estendere il Super Green pass nei luoghi di lavoro. L'ipotesi sarebbe quella di escludere il tampone antigenico dagli strumenti che consentono di ottenere il certificato, rendendo, di fatto, obbligatorio il vaccino per andare a lavorare. L'obiettivo, sempre secondo quanto si apprende, sarebbe quello di 'recuperare' quei 2,3 milioni di italiani tra i 40 anni e l'età pensionabile che non si sono vaccinati. 

 

OBBLIGO VACCINO

 

Il premier sembra invece escludere uno dei temi più controversi, l'obbligo di vaccino per tutti, che però "resta sullo sfondo". Ma allo stesso tempo fa capire che ci sarà l'estensione ad altre categorie "in tempi brevissimi". Quali siano le categorie, spiegano fonti di governo, saranno i risultati della flash survey ad indicarlo. Se la prevalenza di Omicron è sopra il 20% è probabile che l'obbligo possa scattare in tutti i luoghi di lavoro. Con percentuali inferiori, invece, potrebbe essere esteso a chi lavora a contatto con il pubblico o a tutti i dipendenti della Pubblica amministrazione.  Al momento dei 3,2 milioni di dipendenti pubblici sono rimasti senza obbligo in 950mila. Per tutti gli altri - dipendenti della scuola, sanità, forze dell'ordine- l'obbligo vaccinale è già realtà. Ma sul tavolo c'è anche un'ipotesi molto forte: estendere il super green pass a tutti i luoghi di lavoro per 'recuperare' quei 2,3 milioni di italiani tra i 40 anni e l'età pensionabile che non sono vaccinati.

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