04 febbraio 2026

2025: nuovo anno di forte sviluppo per Solidarietà Veneto, che consolida il proprio ruolo di riferimento nel panorama della previdenza complementare del nostro Paese, rafforzando al contempo la fiducia di lavoratori, imprese e famiglie venete. Una buona notizia anche per Confapi Veneto, che del fondo pensione è parte attiva con un membro nel consiglio di amministrazione e 10 consiglieri, e che all’ultimo incontro ha partecipato con il Presidente William Beozzo.
Al 31 dicembre 2025 gli aderenti raggiungono quota 178.000, risultato che certifica la solidità del Fondo e la capacità di intercettare in modo crescente i bisogni previdenziali del territorio. Una dinamica che prosegue anche nel nuovo esercizio: già nelle prime settimane del 2026 è stata superata la soglia delle 180.000 persone associate, confermando una tendenza strutturale di crescita. Parallelamente continua l’espansione patrimoniale. Grazie all’aumento delle contribuzioni e a una gestione finanziaria positiva, il patrimonio complessivo nelle ultime settimane ha superato i 2,8 miliardi di euro. L’obiettivo dei 3 miliardi potrebbe essere raggiunto prima della conclusione dell’attuale mandato guidato da Paolo Bizzotto (aprile 2025). Si intensifica inoltre il legame con il tessuto produttivo regionale. A fine 2025 si contano quasi 21.000 aziende associate (20.931), a testimonianza di un dialogo sempre più diretto e continuativo tra Fondo e sistema imprenditoriale.
2026, SCENARIO IN EVOLUZIONE: LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE AL CENTRO DEL DIBATTITO
L’incremento dei volumi registrato dal Fondo matura in una fase di particolare rilevanza per il sistema previdenziale, tornato nel 2026 al centro del dibattito pubblico. In uno scenario demografico segnato dalla riduzione della popolazione attiva e dall’aumento dei pensionati, assume un ruolo centrale la prevista introduzione, dal 1° luglio 2026, del meccanismo del silenzio-assenso per i neoassunti al primo impiego. La misura punta a favorire un’adesione più tempestiva dei giovani ai fondi pensione, affiancandosi a altri interventi orientati ad aumentare la flessibilità delle prestazioni e la diffusione della previdenza complementare, chiamata a svolgere un ruolo sempre più centrale nel rafforzamento del sistema pensionistico.
UN FONDO SEMPRE PIÙ GIOVANE
La crescita di Solidarietà Veneto continua a essere sostenuta dalle nuove generazioni: l’età media delle persone associate (di poco inferiore ai 44 anni; 42,7 comprendendo gli aderenti “contrattuali”) si scosta nettamente dal dato nazionale (47 anni), con Belluno che si conferma quale provincia più giovane (età media 42 anni), anche grazie ai tanti associati quali familiari fiscalmente a carico. Spicca l’apprezzamento dei giovani per il comparto Dinamico, pensato per l’investimento di lungo periodo, che intercetta il 40% della popolazione aderente, con un’età media di 34 anni: un segnale inequivocabile di come la cultura previdenziale stia mettendo radici profonde in questa regione. A sostenere questa dinamica contribuisce anche una strategia comunicativa orientata ai linguaggi delle nuove generazioni. I canali social, in particolare Instagram e TikTok (quest’ultima, piattaforma sulla quale Solidarietà Veneto figura tra i pochissimi fondi pensione attivi a livello nazionale) registrano una crescita costante in termini di visibilità e coinvolgimento, favorendo una relazione diretta con le Generazioni Z e Alpha. Prosegue inoltre l’impegno sul fronte dell’educazione previdenziale. Nel 2025 ha preso forma la seconda edizione del progetto “Sii Previdente. Proteggi i tuoi sogni”, promosso da Veneto Welfare, con l’obiettivo di accompagnare studenti e studentesse nella costruzione di una maggiore consapevolezza economica e previdenziale.
DIGITALIZZAZIONE E PRESENZA CAPILLARE NEL TERRITORIO E NEI DIVERSI SETTORI
Il 2025 segna un’ulteriore accelerazione nel percorso di trasformazione digitale del Fondo. Nell’anno, più del 74% delle nuove adesioni è stata portata a termine con la modalità “online” (68% nel 2024). Segno di un cambiamento ormai strutturale nelle prassi di dialogo con i fondi pensione, vede la tecnologia affiancare il rapporto umano, semplificando le procedure e rendendo l’esperienza previdenziale più intuitiva e accessibile.
Accanto alla crescita dei canali digitali, Solidarietà Veneto consolida la propria strategia di prossimità attraverso una rete capillare che conta oggi 256 punti di contatto su tutto il territorio regionale. Ai 150 sportelli territoriali si affiancano infatti 106 desk informativi gestiti direttamente all’interno delle aziende, una presenza distintiva che permette al Fondo di offrire consulenza personalizzata nel cuore produttivo del Veneto. Forte di questo radicamento, l’obiettivo per il 2026 è il potenziamento ulteriore della rete per traguardare la soglia dei 300 punti di contatto, confermando il valore della relazione diretta come fondamento che integra e potenzia l’innovazione digitale.
Dal punto di vista territoriale, Vicenza si conferma la provincia con la maggiore concentrazione di aderenti, pari al 28,7% del totale. Segue Treviso con il 22,7% (statistica al netto delle adesioni contrattuali). Nella distribuzione settoriale prevale invece il metalmeccanico (37,7% delle persone associate), seguito dalla moda (11,6%, soprattutto occhialeria). In forte crescita la chimica e l’alimentare, soprattutto a Verona, mentre a Treviso rileva il settore legno–arredo. La presenza del Fondo cresce peraltro in differenti ambiti (aeroporti, utilities, forestali, lavoro somministrato, ecc.) e nelle PMI, sempre più attente a fidelizzare il personale attraverso il welfare. Si consolida in tal senso l’artigianato, con oltre 11.000 adesioni, a cui si aggiunge la vasta platea dell’adesione contrattuale (79.322 persone), che riafferma l’efficacia delle scelte operate dalle Parti in sede di contrattazione integrativa regionale. Un Fondo presente e trasversale, i cui professionisti – con la consulenza e gli incontri in azienda – accompagnano l’aderente lungo l’intero percorso di risparmio, puntando a trasformare la previdenza complementare da adempimento burocratico a strumento di pianificazione consapevole. “I risultati del 2025 – commenta Paolo Bizzotto, Presidente del Fondo – confermano la solidità di un modello capace di crescere valorizzando il legame con il territorio. La digitalizzazione ha reso Solidarietà Veneto più accessibile e vicino ai bisogni delle persone; allo stesso tempo, la relazione diretta, l’ascolto e la presenza nei contesti locali restano elementi centrali del nostro modo di operare. In questo percorso va sottolineato il rapporto con la Regione e con Veneto Welfare, al quale il Fondo è accreditato nel quadro della legge 15 del 2017: una collaborazione che negli anni ha favorito la diffusione della previdenza complementare nel territorio. È proprio questa combinazione tra innovazione e prossimità che ci ha permesso di mantenere la fiducia dei lavoratori e delle imprese, confermandoci quale fondo pensione largamente più diffuso in regione.”
Anche nel 2025, per il terzo anno consecutivo, tutti e quattro i comparti del Fondo hanno registrato rendimenti positivi, confermando la solidità dell’impianto finanziario di Solidarietà Veneto in un periodo tutt’altro che lineare per i mercati finanziari.
COMPARTO DINAMICO – UN DECENNIO AL TOP
Si distingue anzitutto il comparto Dinamico, che chiude il 2025 con un rendimento netto del +7,23%. Nella previdenza complementare, tuttavia, ciò che più conta è il lungo periodo. Ed è qui che il Dinamico spicca fra i migliori strumenti della sua categoria, con un rendimento netto cumulato nel decennio 2016-2025 di assoluto riguardo (+66,35%). La performance media annua che ne deriva (+5,22%) supera i comparti azionari dei fondi negoziali (+4,8%), ma anche i prodotti distribuiti dalle reti bancarie e assicurative (+5,1) nonostante la maggiore esposizione azionaria di questi ultimi (fondi aperti azionari 78,7%; PIP 93,1%). “Un risultato – evidenzia Paolo Stefan, Direttore del Fondo – favorito dal profilo di costo estremamente contenuto che caratterizza i fondi contrattuali, come Solidarietà Veneto. Anche in un decennio particolarmente brillante per i mercati azionari (indice globale MSCI World +180%), approcci più aggressivi e onerosi non hanno necessariamente prodotto rendimenti superiori a quelli del “Dinamico”. Sottolineando quindi che “i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri” e valutando una prospettiva potenzialmente più incerta, emerge il valore dell’impostazione adottata dal Dinamico, così come dagli altri comparti del Fondo, basata su una combinazione di azioni, obbligazioni e investimenti nell’economia reale. Un mix pensato per partecipare alla crescita dei mercati e offrire al tempo stesso maggiore capacità di tenuta nelle fasi meno favorevoli. “
REDDITO – LA NUOVA ASSET ALLOCATION VINCE LA SFIDA
Positivo anche l’andamento del comparto Reddito, che chiude il 2025 con un rendimento netto del +5,16%. Un risultato sostenuto anche in questo caso dall’equilibrata combinazione tra azioni, obbligazioni ed investimenti in economia reale. L’asset allocation del comparto è stato recentemente rivista, così che, negli ultimi tre anni, il Reddito ha registrato performance medie annue superiori al 6%, recuperando, nel rendimento pluriennale, rispetto alla difficile fase dei “tassi bassi” (2016-2018).
PRUDENTE – NEL SEGNO DELLA STABILITÀ
Il comparto Prudente, dedicato a chi si trova a meno di dieci anni dalla pensione, registra un rendimento netto del +3,50%. In questo caso il contributo principale deriva dalla componente obbligazionaria, che ha beneficiato di un contesto di tassi più stabile e di una gestione attiva orientata alla protezione del capitale nel medio periodo.
GARANTITO – SICUREZZA E PROTEZIONE
Chiude il quadro il comparto Garantito, che realizza nel 2025 un rendimento netto del +1,97%. Un comparto che conferma la propria vocazione di tutela per gli aderenti prossimi al pensionamento, nell’obiettivo prioritario di conservazione del capitale investito. “Nonostante l’incertezza – riprende Stefan – i mercati azionari hanno chiuso l’anno sui massimi, superando le tensioni geopolitiche, i dazi, i timori per la bolla dell’Intelligenza Artificiale e compensando la debolezza del dollaro. Anche la componente obbligazionaria, pur con rendimenti più contenuti rispetto alle attese, ha contribuito alla performance complessiva. Il complicato scenario è stato ben interpretato dai gestori finanziari: ad eccezione del “Garantito”, che per sua natura privilegia la conservazione del capitale, tutti i mandati hanno superato i rispettivi parametri di riferimento.” In un’ottica di costante ottimizzazione dei risultati, si segnala la selezione di un nuovo partner: Amundi, primaria casa di investimento, che ha vinto il bando di gara per la gestione di parte delle risorse del comparto Prudente. Su questo il Direttore conclude osservando che “ancora una volta a premiare è la qualità del modello gestionale: punto di forza strutturale dei fondi negoziali, che non affidano le risorse a un unico partner e sono quindi in grado di diversificare anche gli approcci e le visioni prospettiche”.
GESTIONE DIRETTA ED ECONOMIA REALE
Positivi riscontri anche dall’investimento in “economia reale” (gestione diretta) che ha generato il doppio dei proventi contabilizzati nel 2024. Relativamente a questa asset class, nel 2025 sono stati assunti nuovi impegni di capitale per complessivi 59 milioni di euro su quattro nuovi fondi, di cui due specificamente orientati al finanziamento delle piccole e medie imprese italiane. Il capitale complessivamente impegnato in “economia reale” raggiunge così quota 243 milioni di euro, distribuiti su 22 fondi tra capitale e debito di aziende non quotate e infrastrutture.
INVESTIRE SOSTENIBILE
Sul fronte della sostenibilità, il 2025 segna un passaggio di rilievo. Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato l’adesione ai Principi di Investimento Responsabile promossi dalle Nazioni Unite (UN-PRI), entrando a far parte di una rete globale composta da oltre 5.000 investitori professionali impegnati nella costruzione di un sistema finanziario più sostenibile e responsabile. L’impegno si traduce anche nell’esercizio del diritto di voto e nelle attività di engagement nelle società quotate in cui il Fondo è azionista. Nell’anno Solidarietà Veneto ha partecipato a 61 assemblee degli azionisti, operando in modalità congiunta con l’associazione di categoria Assofondipensione, nell’obiettivo di rafforzare l’impatto dell’azione collettiva e promuovere pratiche di governance orientate alla creazione di valore nel lungo periodo. “Con l’esercizio del diritto di voto – conclude Paolo Bizzotto – Solidarietà Veneto evolve il proprio ruolo di investitore istituzionale proiettandosi in un orizzonte sovranazionale. Vorrei per questo sottolineare un aspetto: il fondo negoziale non è un “prodotto da banco”, ma uno strumento contrattuale che declina negli investimenti le aspettative dei lavoratori e delle imprese della nostra regione. È un ruolo che determina una forte responsabilità, quella che deriva dalla fiducia ricevuta da 180.000 persone e 21.000 aziende. Con grande consapevolezza, a pochi mesi dalla conclusione di questo mandato e orgogliosi per i risultati raggiunti, ci sentiamo pronti a interpretare al meglio il nuovo scenario normativo: un’evoluzione che ci trova già coinvolti, con sollecitazioni che pervengono da tutti i territori, segno che il modello di Solidarietà Veneto viene riconosciuto come affidabile e capace di dare risposte concrete”.
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